Le incantevoli isole Eolie & isole Egadi

Vulcano: è l’isola nera per la sua spiaggia. Gialla per il suo zolfo che tra le fumarole del vulcano si accende. Insieme al rosso del ferro e al verde dei vigneti che lo circondano. Vulcano produce latte e formaggi, buon vino e ovviamente ottimo cibo. Si può non solo scalare il vulcano “semi attivo” della Fossa, ma anche Vulcanello da dove Lipari si può toccare, e poi la valle dei mostri e tanto altro ancora.

Lipari: preserva ancora intatta una antica mulattiera romana che da Piano Conte scende alle Terme di San Calogero, dove sgorga ancora l’acqua termale, e che al tramonto offrono una scena mozzafiato sul versante ovest dell’isola guardando Salina e Filicudi. La bellissima cantina Castellaro, il pesce di Maurizio, la spiaggia di Pomice, che resta una delle baie più belle dove nuotare, tanta storia, un pò di fortuna a trovare un pezzo di oxidiana….. e tanto altro ancora.

Panarea: anche se è sempre indicata come la più mondana, fuori stagione o al mattino presto è un gioiello di luce. Primo perchè è la pià piccola, secondo perchè ha un percorso tra il vilaggio preistorico e le alte guglie a ovest che davvero vale la pena di percorrere ascoltando la storia di questa e delle altre isole.

Stromboli: Il vulcano sempre attivo che all’improvviso esplode regalandoci fontane di lava straordinarie risalibile da terra o godibile dal mare. Troviamo anche la spiaggia nera di Ficogrande e Piscità, il museo di Ingrid Bergman, e non sottovalutiamo Ginostra, l’ottava Isola…

Filicudi e Alicudi sono due isole remote, rimaste incontaminate, e volutamente isolate. La magia delle pietre delle spiagge di Pecorini, del Porto e Le Punte, i sentieri ancora intatti che portano su e giù regalandoci la vista di terrazze mozzafiato. La casa della principessa afgana, la grotta dell’artista, le punte dei capperi in conserva, io li ho visti raccogliere… Il cibo è d’eccellenza perché altro non ce n’è. Filicudi è l’Isola che non c’è.

Salina, l’isola verde. Il perfetto connubio tra le due identità eoliane. Da una parte quella mondana e sociale voluta dall’attività umana; dall’altra quella sincera e selvaggia che ci si aspetta da un arcipelago come le Eolie. Così sorprendenti e preziose la fauna e la flora, tanto da essere protette come riserva.
Il giro dell’isola in barca è il modo più idoneo per ammirare il mare, le spiagge e le pareti rocciose modellate dagli elementi naturali.
Tra le bellissime spiagge dell’isola, troviamo la Pollara, sicuramente tra le più suggestive. Situata sull’estremità nord-occidentale dell’isola, si estende sotto una ripida scogliera a forma di anfiteatro. Il mare è limpido e cristallino, ci troveremo a fare il bagno in un preistorico cratere sommerso. Un vero e proprio paradiso per gli appassionati di snorkeling. Ammireremo lo spettacolare tramonto riconosciuto tra i più belli al mondo, il sole che assume un colore rosso intenso farà da sfondo alle spettacolari attrattive naturali.

L’arcipelago delle Egadi è situato all’estremità occidentale della Sicilia, a poche miglia da Trapani ed è composta dalle isole di Favignana, Levanzo, Marettimo, l’isolotto di Formica e lo scoglio di Maraone.

Favignana, la grande farfalla sul mare. Definita cosi dal pittore Salvatore Fiume negli anni ’70, è il capoluogo e l’isola maggiore dell’arcipelago. Conosciuta anche come “l’isola delle capre” per loro abbondante presenza sull’isola.
Dista 9 miglia da Trapani, la sua forma la fa sembrare una farfalla con le ali spiegate.
L’isola offre sia spiagge che grotte da non perdere assolutamente. Numerose insenature perfette per fare snorkeling, tramonti mozzafiato di rara bellezza, grotte marine come la splendida Grotta dei Sospiri.
Un mare ancora incontaminato e dalle sfumature splendide, con angoli paradisiaci di spiagge dorate e finissime che spesso si tingono di rosa grazie al corallo portato dalle correnti.

Sull’isola, che fu regina delle tonnare di Sicilia, non mancano attrattive culturali come ad esempio il museo dell’ex stabilimento Florio che ospita reperti di varie epoche storiche come la “fiasca del pellegrino”.
Ricchi di storia e cultura sono le cave di tufo, vere e proprie opere d’arte. Nel passato furono fonte importante di economia per l’isola, oggi appaiono come grandiosi cattedrali scavate da quelle che erano le sapienti mani di veri e propri maestri nell’estrazione del tufo chiamati “pirriaturi”.

Levanzo, la più piccola e romantica delle Egadi. Selvaggia, solitaria, bagnata da acque limpide e cristalline, antica ed immersa in una dimensione dove il tempo sembra essersi fermato.
Dista appena 6,5 miglia da Trapani. Il suo nome di origine greca Phorbantia, doveva essere dovuto all’abbondante presenza di erba sull’isola.
È formato dal paese, un piccolo centro che conta circa 200 abitanti e poi per lo più grotte e anfratti, derivanti dalla costituzione della costa, composta da rocce calcaree bianche.
Offre bellissime spiagge di ghiaia a sabbia e per gli appassionati di immersioni non mancheranno le occasioni di perdersi nei suoi fondali mozzafiato. Antichi relitti e reperti testimoniano la storia lunga e travagliata di quest’isola.
Faremo in modo per non perderci nulla e scoprire da vicini tutte le cale di maggiore interesse tra le quali cala Minnola, cala Dogana, cala Fredda e cala Calcara.

L’aerea marina che circonda Levanzo e l’intero arcipelago delle Egadi è una riserva protetta ed è la più grande del Mediterraneo con i suoi 53.992 ettari.

Marettimo, chi arriva fin qui entra in un giardino di delle fatto di mare, montagna, fondali e cieli stellati.
Il mare dell’isola abbaglia durante tutte le stagioni regalando, ai più audaci, bagni inaspettati nelle giornate miti d’inverno.
Le grotte, a partire dal quella du Mamiddru, del Cammello, sono piccoli teatri dalla singolare scenografia dove il mare esegue i concerti migliori. L’acustica è emozionante. Si può raggiungerle a nuoto e scoprire quanti anfratti e labirinti nasconde il cuore dell’incredibile montagna sul mare.
Ci aspetteranno spiagge deserte e selvagge, aspre, belle e luminose come u scaru Maistru, a praia du libanu, i ru frati, a praia i Cala Niura, a praia ‘a Lera e a cala a Conca.
È qui che vengono a dormire le onde lasciando un’impronta leggera sulle pietre prima di tornare dentro il mare.

Questo mare è l’incantesimo più vero della fata Marettimo.

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